Domande e Supporto

Domande

 

SE VENGO SOTTOPOSTA A MESTECTOMIA SIGNIFICA CHE IL MIO TUMORE E’ AVANZATO?

Non necessariamente. L’indicazione più frequente è posta da un diametro tumorale superiore ai 2/3 cm; sappiamo però che il T non è l’unico parametro da considerare nel valutare lo stadio e l’aggressività biologica di un tumore. Inoltre anche un tumore piccolo, può richiedere una mastectomia se si presenta in forma multicentrica (presenza di più di un nodulo neoplastico nella mammella). Persino la forma più precoce di tumore, il carcinoma in situ, puo’ imporre una mastectomia se molto esteso e multicentrico.

 

È SEMPRE POSSIBILE UNA RICOSTRUZIONE IMMEDIATA CON PROTESI?

È possibile, nella maggior parte dei casi, una ricostruzione immediata e definitiva; dipende infatti dalla quantità di cute asportata durante la mastectomia: solo la tecnica “con risparmio di cute” consente, durante lo stesso intervento, il posizionamento di una protesi definitiva. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, è necessario asportare buona parte della cute mammaria. Per poter inserire una protesi definitiva bisogna quindi riespandere i tessuti: questo è possibile attraverso il posizionamento immediato di un espansore, cioè una protesi da gonfiare lentamente. Essa solitamente viene poi sostituita da una protesi definitiva, con un secondo intervento chirurgico. Una possibile tappa ulteriore, facoltativa, può ottimizzare il risultato estetico attraverso la ricostruzione del complesso areola capezzolo  sulla “nuova mammella” e l’eventuale simmetrizzazione del seno contro laterale.

 

POTRÒ CHIARIRE CON IL CHIRURGO I  QUESITI/DUBBI SULLA RICOSTRUZIONE?

Certo! La visita ed il colloquio con il Chirurgo Plastico avviene prima dell’intervento chirurgico, in tutti i casi in cui sia stata programmata una mastectomia. Lo scopo è discutere con la donna ( e con la famiglia) la scelta della tecnica ricostruttiva, le tappe in cui avra’ luogo il processo di ricostruzione e le aspettative riguardo ai risultati, nonche’ le possibili complicanze legate alla procedura.

In tutti i casi, la relazione medico-paziente è la “medicina” piu’ importante e significativa per affrontare questo difficile momento.

 

QUALI SONO I VANTAGGI DEL LINFONODO SENTINELLA?

Con questa tecnica la dissezione ascellare viene effettuata solo in quei casi in cui è effettivamente necessaria, quando il tumore si è già diffuso ai linfonodi, in caso contrario (negatività del linfonodo sentinella) l’intervento chirurgico risulta molto meno invasivo, senza alcuna limitazione funzionale nell’utilizzo del braccio, ne’ preoccupazioni riguardo al temuto linfedema.

 

COS’È IL LINFEDEMA?

È una possibile complicanza dell’intervento chirurgico di svuotamento del cavo ascellare. Si manifesta clinicamente con il gonfiore del braccio del lato operato ed è legato ad un ristagno di liquidi dovuto all’ostacolato deflusso della linfa, privata dei linfonodi di drenaggio ascellare. È un disturbo cronico che può manifestarsi in forma molto lieve o pronunciata,  e richiede assistenza da parte del Fisiatra.

 

TUTTE LE DONNE POSSONO FARE LA BIOPSIA DEL LINFONODO SENTINELLA?

La tecnica del linfonodo sentinella è applicata, nella maggior parte dei casi, ma non in tutti. Essa è indicata nei tumori non troppo avanzati (diametro fino a 5 cm) ed in cui non siano già clinicamente ed ecograficamente evidenti metastasi ai linfonodi ascellari.

 

PERCHÈ DEVO FARE LA CHEMIOTERAPIA SE L’INTERVENTO CHIRURGICO E’ STATO RADICALE?

L’intervento chirurgico, così come la radioterapia, sono approcci finalizzati al controllo locale della malattia, cioè a guarire la mammella malata. Oggi però sappiamo che il tumore della mammella, nella sua evoluzione, puo’ diventare  una malattia sistemica, diffusa cioèin diverse parti dell’organismo. Anche se gli esami di stadiazione preoperatoria non hanno evidenziato metastasi a distanza, esiste la possibilità che siano presenti micro metastasi occulte, al momento non documentabili: non possiamo sapere se ci sono micro metastasi nell’organismo. Abbiamo però degli indicatori di rischio, e sappiamo con certezza che quando questi indicatori sono presenti, fare la chemioterapia adiuvante, cioè preventiva, può salvare la vita di molte donne distruggendo i focolai di micro metastasi eventualmente presenti nel loro organismo.

 

POTRÒ ANCORA AVERE FIGLI?

La gravidanza, in donne guarite dal tumore alla mammella, è possibile! Studi recenti dimostrano che non aumenta il rischio di ripresa alla mammella, tuttavia, è bene esprimere questo desiderio prima di iniziare la chemioterapia, in modo tale che l’Oncologo/a possa tenerne  conto nella scelta dello schema terapeutico. Prima di iniziare una gravidanza, inoltre, è opportuno discuterne insieme al proprio medico per valutare tutti gli eventuali rischi connessi alla propria storia clinica.

Il supporto psicologico – le parole che curano

 

“Quando mi hanno detto che avevo un cancro al seno, è stato come se mi avessero dato un gran pugno allo stomaco. Poi il cuore ha cominciato a battermi forte e mi si sono informicate le mani…mi sentivo morire!  D’improvviso era  come se tutta la mia esistenza si stesse sbriciolando, temevo che la mia vita non sarebbe piu’ stata la stessa, quella che avevo immaginato, programmato, sognato!”

La testimonianza sopra  riportata è stata raccolta nei colloqui con le donne che hanno vissuto l’esperienza di un tumore maligno al seno. Da essa si comprende come la mammella non sia soltanto una ghiandola, ma una parte di sè essenziale per la costruzione dell’identità della donna e lo sviluppo della sua femminilità, nonché rivestita di profondi significati affettivi. E’ comprensibile, pertanto, che la scoperta della malattia possa rappresentare uno shock emotive, e che il pensiero “cancro=morte”, per quanto sbagliato, possa irrompere e risuonare nella mente della donna per molto tempo.

Reazioni psicologiche quali paura, ansia, sgomento, angoscia, abbattimento, pianto, disperazione, sono pertanto eventi frequenti, così come le emozioni ed i vissuti legati all’impatto con le terapie, ai loro effetti collaterali ( reali o temuti) dell’evoluzione della malattia.

Queste intense emozioni rivestono sempre un significato di adattamento per la donna; anche quelle negative possono essere considerate fisiologiche e parte naturale di una reazione psicologica allo stato di malattia, fino a quando producono una sofferenza soggettiva tollerabile. Quando invece diventano una condizione persistente, pregiudicano la qualità della vita, dando luogo a situazioni di stress intenso e disagio psichico.

L’intervento psicologico specialistico è utile per ridurre l’intensita’ della sofferenza soggettiva e per favorire il processo di adattamento alla malattia.  Esso è necessario per prevenire l’insorgenza di disturbi psichici e per curare eventuali quadri patologici in atto.

L’intervento psicologico non è una panacea, ovvero un rimedio universale per tutti i mali, ma uno strumento utile ed efficace per accompagnare la donna nel suo viaggio , breve o lungo, di malattia , in collaborazione con tutte le altre figure del team multidisciplinare.

 

QUALI INTERVENTI PSICOLOGICI SONO DISPONBILI PER LE DONNE CON TUMORE ALLA MAMMELLA?

Colloqui di valutazione
Sostegno (counselling) individuale e di gruppo, allargato alla famiglia
Psicoterapia individuale e di gruppo
Gruppi di auto-aiuto

 

GLI INTERVENTI PSICOLOGICI SONO EFFICACI?

Gli interventi psicologici effettuati in concomitanza e come complemento dei trattamenti medico-chirurgici sono efficaci perchè consentono alla donna di:

Aumentare il grado di consapevolezza
Esprimere liberamente le proprie emozioni
Promuovere la partecipazione attiva e l’adesione ai trattamenti
Ridurre il distress legato alla comunicazione della diagnosi ed all’impatto con i trattamenti
Aumentare il senso di controllo della propria vita
Sviluppare modalità efficaci per affrontare e gestire i problemi che emergono
Favorire il recupero ed il mantenimento della qualità della vita
Miglirare la relazione con il partner, i figli, i familiari ed il ….mondo
Prevenire e curare i disturbi psichici insorti a causa della malattia

 

A CHI POSSO RIVOLGERMI PER CHIEDERE IL SUPPORTO PSICOLOGICO?

Durante la presa in carico della donna nel Centro di Senologia, viene offerta la possibilità di un colloquio con lo psicologo clinico. La donna può comunque chiedere il colloquio al personale del Centro di Senolgia stesso

Volontariato – Il supporto psico-sociale

 

L’ OMS attribuisce alla “variante psico-sociale” il 40% delle peculiarità della lotta al cancro. A questo proposito il team multidisciplinare del Centro di Senologia si “integra” con una figura molto importante che è quella della volontaria che ha vissuto l’esperienza di malattia e mette, questa preziosa esperienza, a disposizione della guarigione della donna, accompagnadola con sensibilita’ e passione nel percorso “diagnostico-terapeutico assistenziale e riabilitarivo”.

I volontari nel Centro di Senologia  operano in assoluta collegialità con l’equipe medico infermieristica e, investendo sulla relazione di aiuto  attraverso un centro ascolto, portano i seguenti contributi:

Ascoltare, informare ed aiutare le pazienti e le loro famiglie
Realizzare la consapevolezza del percorso di malattia, conoscendone tutti gli aspetti
Promuovere la cultura interdisciplinare del prendersi cura ed il lavoro di rete delle realtà esistenti
Organizzare percorsi capaci di innescare nelle donne che si ammalano momenti di trasformazione e di autonomia decisionale (progetti di umanizzazione)
Sostenere un approccio clinico dove la relazione e l’energia creativa siano parte integrante dell’osservazione
Contribuire con donazioni e borse di studio all’eccellenza del Centro di Senologia
Attraverso l’azione di lobby, sollecitare le istituzioni verso  scelte di politica sanitaria che diano risposte concrete ai bisogni delle pazienti e dei loro familiari.

Chi mi seguirà in futuro?

 

Fin dal momento delle dimissioni, la donna ha numerose occasioni di entrare in contatto con i suoi curanti: le medicazioni, l’appuntamento per lo svolgimento  ella terapia post operatoria e poi le visite periodiche con l’Oncologo, il Radioterapista ed eventualmente lo Psicologo ed il Fisiatra.

Una volta completate le terapie, inizia la programmazione di visite periodiche di controllo, effettuate dai medici del Centro di Senologia, che hanno seguito la donna nel suo percorso terapeutico: il follow-up. Esso è una pianificazione di visite periodiche nel tempo, un vero e proprio dialogo/relazione che continua e che accompagnera’ la paziente per tutta la vita con lo scopo di seguire questa “cronicita” e  di identificare al più presto eventuali problematiche, ma sopratutto di rassicurare tutte le donne che hanno conquistato la GUARIGIONE !